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Steve Sylvester - Il negromante del Rock

Il Negromante del Rock – Le origini dei Death SS

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Sorretto da una poderosa operazione editoriale, torna in libreria “Il Negromante del Rock – Le origini dei Death SS (1977-1982)”, scritto a quattro mani da Steve Sylvester e Gianni Della Cioppa. In questa nuova edizione, curata da Tsunami, quest’opera che aveva visto la luce ormai quasi dieci anni fa si arricchisce con nuovo materiale e una revisione testuale, tra bellissime fotografie inedite e un ampio arricchimento e riposizionamento di capitoli. La fame e la curiosità attorno alle vicende del leggendario leader dei Death SS trova finalmente un’offerta completa e saziante, in un volume che non punta soltanto a una accurata ricostruzione biografica del musicista pesarese, ma anche – e forse soprattutto – alla costruzione di un’epica, finalmente solida e sempre più affascinante, in grado di posizionare in modo definitivo i Death SS all’apice dell’oscuro olimpo del metal italiano.

Dopo le succose e interessanti introduzioni (specialmente quella di Carlo Lucarelli, che si profila come un inaspettato omaggio che fa incrociare il thrillerista best seller con l’immaginario orrorifico assemblato dal giovane Steve sulla riviera adriatica), il libro scivola rapido in una narrazione che coinvolge sin dalle prime pagine, senz’altro illuminante per i fan old-school del combo nostrano, ma anche in grado di agganciare e incuriosire intensamente coloro i quali hanno soltanto sfiorato le sonorità – e le gesta – di quello strano fenomeno musicale che sono (stati) i Death SS. Perché di vera e propria narrazione dal piglio letterario si tratta: se questo libro sia un esercizio di autofiction oppure un memoir onesto poco importa, dato che il plot che ha condotto alla nascita delle leggende attorno alla band riesce a risultare qui solido, inattaccabile e con tratti clamorosi. Protagonisti e antagonisti che si snodano sui sentieri più bui di un esoterismo selvaggio e a suo modo cruento, tra rituali pericolosi (con esiti anche drammatici), descrizioni minuziose di concerti dalla memorabile estetica allucinatoria, la creazione di un universo musicale che potesse essere l’emanazione teatralmente ferina di una certa idea di Male. Tutto posato su un sottile e stranamente piacevole filo di gradazione emozionale quasi ansiogena: la ‘voce’ di Steve (anche quella scritta) è credibile, allestisce un racconto ampio e plausibile, nonostante l’incredibilità di molti aspetti mantiene alto quello strano senso di geniale pericolosità che ha dettato sempre le sue scelte. Questo libro dunque riesce in una doppia azione: getta una luce (nera) sulla mitografia di questa grande band – andando oltre la musica, e proprio per questo scendendo nel profondo significato di essa – e al contempo alimenta il mistero, l’incomprensibile, il perturbante che da sempre connota la cifra stilistica di quello che è per molti il più grande progetto heavy metal italiano.

Un lavoro certamente prezioso, grazie anche all’impegno di Della Cioppa e alla consueta cura di Tsunami, casa editrice capace puntualmente di realizzare volumi immersivi, da vivere anche in modo tattile e visivo. Ma anche un testo di alta qualità, scritto in una forma a suo modo pregevole, con finanche un livello di letterarietà che garantisce, attraverso la prosa cruda ed evocativa, una mimesi torbida con i contesti narrati. Un’esperienza che consegna al lettore l’importanza che ha un progetto (esistenziale) quando realizzato con strenua attitudine e follia pulsionale: le secche parole che compongono ogni aneddoto e ogni episodio narrato ne “Il Negromante del Rock” non creano soltanto godibili pillole di curiosità, ma sono anche un insegnamento, un lascito, una maniera per capire cosa è possibile compiere quando si adorano sinceramente la vita, la musica – e il Male.

  • Autore: Steve Sylvester e Gianni Della Cioppa
  • Anno: 2020
  • Pubblicato da: Tsunami Edizioni
  • Pagine: 256
  • Prezzo: 20,00

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